La pratica con i bambini

Partite dall'idea del malinteso fondamentale

L'amore è dare ciò che non si ha

La verità può dirsi solo a metà

Psicologa, psicoterapeuta e psicoanalista di orientamento lacaniano. Diplomata psicoterapeuta nel 2012 presso l’Istituto Freudiano per la Clinica, la Terapia, e la Scienza di Milano, ha un’esperienza di anni in comunità terapeutiche per adulti e adolescenti affetti da patologia psichica e con problematiche giudiziarie.

Svolge l’esercizio della libera professione a Torino e a Cuneo. Alla psicoterapia e psicoanalisi in studio si accompagna e l’impegno per l’esperienza clinica del Centro Psicoanalitico di trattamento dei malesseri contemporanei ONLUS di Torino (www.cepsi.it), di Aletosfera (www.aletosfera.it) l’impegno nella psicologia giuridica in qualità di consulente tecnico d’ufficio e perito per il Tribunale.

Socia dell’associazione istituto psicoanalitico di orientamento lacaniano (www.istitutoipol.it), dove insegna come docente in Psicopatologia dell'età evolutiva. Membro della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi in Italia (www.slp-cf.it) e dell’Associazione Mondiale di Psicoanalisi (www.wapol.org).

Ambiti

Perché la psicoanalisi?
Perché, aggiungo, la psicoanalisi freudiana e lacaniana?
Domandarsi oggi che senso può avere un’analisi è, a mio parere, quasi un’urgenza al fine di orientarsi nella varietà dell’offerta terapeutica contemporanea.
Sotto l’insegna psi sono nati nel secolo scorso molti indirizzi psicologici, guidati però da etiche e metodologie estremamente differenti.
Che cosa caratterizza una clinica psicoanalitica se non l’inconscio?
L’inconscio è particolare a ciascuno ed è a causa della sua esistenza che lo psicologo, il terapeuta, il medico che intende lavorare secondo una certa etica non può esimersi dall’iniziare un’analisi: “Chi abbia familiarità con l’essenza della nevrosi non si stupirà di sentire che anche colui il quale è perfettamente capace di esercitare la psicoanalisi sulle altre persone, può comportarsi come qualsiasi altro essere umano e produrre le resistenze più intense appena egli stesso sia fatto oggetto della psicoanalisi” (Freud).

Il lavoro clinico con i bambini e con i giovani è indicato per disturbi d’ansia, problemi comportamentali, difficoltà scolastiche, attacchi di panico, problemi dermatologici di origine ansiosa, difficoltà di alimentazione, disturbi del sonno, iperattività, insonnia, stati d’angoscia diffusa, paure e fobie, mutismo selettivo, pensieri ricorrenti e più in generale disagio psicologico e relazionale. >

Il gioco è lo strumento principale con bambini piccoli insieme alle parole che lo accompagnano e alla presenza del corpo del terapeuta, dai 9 anni circa i bambini sono spesso già nella possibilità di prendere parola rispetto al sintomo che li affligge e attuare un lavoro di scoperta insieme di ciò che è accaduto, al fine di aprire una via nuova. Mettere al lavoro il sintomo senza soffocarlo è fondamentale per trovare soluzioni efficaci e singolari. Talvolta nella cura con i bambini basta molto poco perché qualcosa si modifichi, altre volte il sintomo è più fissato, ciò che conta però è il legame che si crea e la ricerca di un’invenzione. La cura avviene solo in un legame.

•   Sostegno psicologico e accompagnamento alla decifrazione della causa del sintomo di un bambino
•   Sostegno alla genitorialità
•   Colloqui con adolescenti

Il colloquio è lo strumento fondamentale che un clinico utilizza per cogliere quale relazione intercorre fra la struttura di personalità di un soggetto e gli atti o i passaggi all’atto in cui incorre.

Ogni soggetto potenzialmente può incorrere in un atto inaspettato, laddove, nella sua vita, vengano meno condizioni di tenuta soggettiva di fronte a un reale indicibile.

L’intreccio fra psicoanalisi e psicologia giuridica è prezioso per affinare capacità psicodiagnostiche e di decifrazione clinica in ambito giudiziario e anche clinico.

L’ambito giuridico è un ambito valutativo seppur possa avere degli effetti terapeutici, quello psicoanalitico è una prassi di cura, che pur avendo effetti terapeutici, va al di là del terapeutico.

Che cos'è la psicoanalisi

L’orientamento psicoanalitico lacaniano è prima di tutto un orientamento freudiano, Lacan costruisce una teoria della clinica che lo terrà al lavoro tutta la vita e che riprende, in momenti diversi del suo insegnamento, la lettura del testo freudiano riconoscendo a Freud l’invenzione della psicoanalisi e la scoperta dell’inconscio.
L’orientamento lacaniano prepara ad un’implicazione nella cura nelle più diverse forme in cui il disagio può esprimersi nella contemporaneità.
Lo psicoanalista ha il dovere etico di includersi nel sociale che lo concerne, di cogliere il legame della psicopatologia del singolo con il discorso in cui è immerso. La psicoterapia orientata dalla psicoanalisi lacaniana lavora con il singolo per favorire un incontro nuovo e pacificato con l'altro sociale.

Lo studio è predisposto ad accogliere bambini, adulti e anziani che sentano la necessità di essere ascoltati e di utilizzare la parola, il discorso, come strumento di cura principe.
La cura psicoanalitica intreccia la dimensione immaginaria, simbolica e reale del soggetto per modificare la propria posizione nella relazione con l'altro e per sintomatizzare ciò che fa problema.
L’etica della psicoanalisi è ciò che orienta lo psicoanalista, è un’etica stringente per la quale l’analista dirige la cura senza dirigere il paziente, avendo la cautela e l’attenzione di rispettare il soggetto, il suo volere ed il suo desiderio, privandosi della presunzione di sapere ciò che può essere bene per l’altro.
Sintomatizzare una problematica è darle valore nella cura,

è tracciare una via di risoluzione alle empasse, che non sia generale e universalmente applicabile, ma particolare al soggetto.
La via della psicoanalisi è per eccellenza la via della singolarità.
In un sociale che richiede adeguamento ed omologazione la psicoanalisi continua ad avere una portata rivoluzionaria insostituibile.
La formazione psicoanalitica lacaniana predispone sia al lavoro in ambito privato sia all'impegno istituzionale.
L'intreccio tra le due esperienze permette un'analisi e ricerca continua delle forme di malessere e disagio contemporanee, nonché una decifrazione delle domande di cura.
Gli ambiti di intervento includono consulenze psicologiche, psicoterapie, analisi, supervisioni cliniche.

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